La speleologia trentina brilla al Trento Film Festival
Nella prestigiosa cornice del Trento Film Festival, la 30ª edizione del Premio SAT ha reso omaggio al fascino e al mistero del mondo sotterraneo. Quest'anno, il riconoscimento è stato assegnato congiuntamente a due eccellenze del territorio: il Gruppo Speleologico SAT di Arco e il Gruppo Speleologico SAT di Vigolo Vattaro.
Il premio celebra decenni di attività instancabile dedicata alla ricerca, all'esplorazione e alla salvaguardia delle cavità naturali. Un impegno portato avanti con dedizione profonda da figure storiche e appassionate: Silvano, Paolo, Dino e Claudio per il sodalizio arcense, e Maurizio, Sara e Federico per la realtà di Vigolo Vattaro.
Definiti dalla giuria come i "custodi di un mondo invisibile", questi speleologi rappresentano l'anello di congiunzione tra l'avventura tecnica e il rigore scientifico. Il loro lavoro silenzioso e spesso lontano dai riflettori è in realtà fondamentale per la comprensione geologica e ambientale delle nostre Alpi, permettendo di mappare e proteggere ecosistemi fragili e vitali.
L’edizione 2026 ha inoltre voluto sottolineare l'importanza della narrazione della montagna, estendendo il riconoscimento alla scrittrice e divulgatrice Sara Segantin e alla redazione de L'AltraMontagna. Questa scelta conferma una visione moderna e integrata della cultura alpina, capace di unire la tutela dell'ambiente al coinvolgimento attivo delle comunità locali.
Il premio celebra decenni di attività instancabile dedicata alla ricerca, all'esplorazione e alla salvaguardia delle cavità naturali. Un impegno portato avanti con dedizione profonda da figure storiche e appassionate: Silvano, Paolo, Dino e Claudio per il sodalizio arcense, e Maurizio, Sara e Federico per la realtà di Vigolo Vattaro.
Definiti dalla giuria come i "custodi di un mondo invisibile", questi speleologi rappresentano l'anello di congiunzione tra l'avventura tecnica e il rigore scientifico. Il loro lavoro silenzioso e spesso lontano dai riflettori è in realtà fondamentale per la comprensione geologica e ambientale delle nostre Alpi, permettendo di mappare e proteggere ecosistemi fragili e vitali.
L’edizione 2026 ha inoltre voluto sottolineare l'importanza della narrazione della montagna, estendendo il riconoscimento alla scrittrice e divulgatrice Sara Segantin e alla redazione de L'AltraMontagna. Questa scelta conferma una visione moderna e integrata della cultura alpina, capace di unire la tutela dell'ambiente al coinvolgimento attivo delle comunità locali.
Il Premio SAT 2026 non è quindi solo un traguardo per i singoli, ma un tributo a una visione di montagna che guarda al futuro con consapevolezza. Congratulazioni vivissime ai nostri portavoce e a tutti i componenti dei due gruppi per questo straordinario risultato che onora l'intera comunità della SAT.
Excelsior!


