Curiosità, estrema fiducia, coraggio e delle forti e nobili motivazioni. Sono questi i valori che abbiamo respirato nella serata di Claudio. E quante verità.
Un racconto passionale, fatto di parole e di emozioni.
Parole di gratitudine verso la disarmante generosità di chi non ha nulla.
Emozioni cariche di accorata empatia verso i veri eori del mondo non globalizzato. Parole di sconfinato amore per quel posto chiamato mondo, fatto di paesi culture e di genti. Un mondo troppo pieno di contraddizioni che, se vissuto, conosciuto, meglio se in bicicletta, e non giudicato saprà sorprenderci per l'incredibile e disarmante bontà e ospitalità cha sa donare. Un racconto fatto di parole semplici, parole che arrivano drite al cuore per le verità che sanno veicolare. Alle volte arrivano come sberle in faccia, altre come dolci carezze.
Grazie a Claudio per averci ricordato che il sorriso è il miglior passaporto del mondo e che una buona educazione ricevuta in Italia è valida anche nella sperduta tribù della Mongolia. Grazie per averci ricordato che le persone buone sono buone quasi dappertutto perchè le persone non sono i loro governi.
Grazie per averci insegnato che non esiste un vero viaggio senza accolgienza.e per averci suggerito che, non potendo allungare la vita, si ha però il potere di allargarla, con esperienze e intensità.
I "veri eroi "del Silos di Trieste, ragazzi che hanno fatto lo stesso viaggio ma dalla direzione opposta, e che non ricevono la stessa ospitalità; il contrasto disarmante di chi pedala con il passaporto e la carta di credito per conoscere il mondo e chi cammina per disperazione, dopo aver perso tutto; la contraddizione di chi lavora per il piacere di viaggiare e di chi lavora per la necessità di sopravvivere, sono le sberle in faccia che ci pongono davanti ad un bivio e sta a noi verso quale direzione andare.
E poi ... l'invito -... a viaggiare con rispetto per culture che hanno il diritto di essere diverse da noi.
Nascere da una parte o dall'altra parte del mondo non è una circostanza che possiamo decidere, essere cittadini accoglienti, empatici e umani, quello sì, lo possiamo scegliere.
E Claudio ce lo ha ricordato.


